Studenti protagonisti contro stereotipi e violenza: a Bosa si conclude il percorso educativo del progetto Free.Da a cura di Edupè

A Bosa si conclude il percorso educativo del progetto Free.Da: studenti protagonisti contro stereotipi e violenza

Si è conclusa il 6 marzo presso l’Istituto Comprensivo di Bosa la fase finale del percorso educativo realizzato da EduPè nell’ambito del progetto Free.Da – Liberə dalla violenza, promosso dalla Fondazione con il Sud.

Il progetto ha coinvolto otto classi della scuola secondaria di primo grado – quattro prime e quattro seconde – per un totale di circa 120 studenti e studentesse, in un percorso educativo dedicato ai temi della parità di genere, del rispetto delle differenze e della prevenzione della violenza.

Un percorso tra riflessione e creatività

Le attività sono state condotte da un’équipe multidisciplinare composta dall’educatrice-coordinatrice Maria Teresa Sanna, dalla psicologa Claudia Ledda e dalla videomaker Angela Schintu.

Il percorso si è sviluppato in otto incontri per ciascuna classe, articolati in due fasi.

 

La fase teorico-riflessiva

Durante i primi incontri gli studenti hanno avuto l’opportunità di confrontarsi su temi complessi e attuali attraverso metodologie partecipative come circle time, brainstorming guidati, role playing e analisi di brevi contenuti audiovisivi.

Il lavoro ha permesso di approfondire temi quali:

  • parità di genere
  • linguaggio e stereotipi di genere
  • differenza tra conflitto, bullismo e cyberbullismo
  • rispetto delle identità e delle diversità
  • responsabilità individuale nei fenomeni di esclusione.

La presenza della psicologa ha favorito un clima di ascolto e confronto, consentendo ai ragazzi e alle ragazze di condividere riflessioni e domande legate alla loro esperienza quotidiana.

La Carta Free.Da è stata pensata anche per chi opera sul territorio, come esercenti, educatori, operatori sanitari e culturali: persone che possono diventare canali informativi privilegiati per chi è in difficoltà.

Realizzata nell’ambito del progetto Free.Da (finanziato dalla Fondazione con il Sud con bando per il contrasto della violenza di genere – II ed., 2021), la pubblicazione è frutto del lavoro condiviso tra professionisti, associazioni e servizi territoriali, con l’obiettivo comune di creare contesti più sicuri, attenti e consapevoli.

Perché prevenire e contrastare la violenza è un compito che riguarda tutti.

La fase laboratoriale

Negli incontri successivi le classi sono state coinvolte nella realizzazione di video-spot di sensibilizzazione, scegliendo autonomamente i temi da raccontare.

Gli studenti hanno partecipato a tutte le fasi creative:

  • ideazione del messaggio
  • scrittura della sceneggiatura
  • organizzazione dei ruoli
  • riprese e montaggio video.

Attraverso il linguaggio audiovisivo, i ragazzi hanno trasformato riflessioni e idee in brevi campagne di sensibilizzazione, sviluppando competenze creative, collaborative e comunicative.

I video sono stati poi pubblicati online in una playlist dedicata e inseriti in un contest aperto alla comunità scolastica.

Playlist dei video realizzati dagli studenti:
Guardali tutti qui

L'evento finale e le premiazioni

Il 6 marzo, alla presenza di tutte le otto classi coinvolte, si è svolto l’evento conclusivo del percorso: un momento di condivisione e festa in cui studenti, insegnanti ed équipe hanno ripercorso le tappe del progetto, rivedendo insieme i video realizzati.

Il contest ha premiato i video che hanno ricevuto più “like” sulla piattaforma YouTube:

  • classe 1C – prima classificata tra le classi prime
  • classe 2C – prima classificata tra le classi seconde.

Durante l’incontro sono state consegnate ai vincitori targhe di riconoscimento per l’impegno e la qualità dei messaggi di sensibilizzazione realizzati.

L’evento si è svolto in un clima di entusiasmo e partecipazione: tra applausi, commenti e sorrisi, gli studenti hanno potuto riconoscersi come protagonisti attivi di un percorso di crescita e consapevolezza.

Durante la premiazione, l’équipe di EduPè ha voluto rivolgere un ringraziamento speciale alla comunità scolastica:

“Un ringraziamento particolare va alla Dirigente Scolastica per aver creduto nel valore educativo di questa iniziativa, aprendo le porte della scuola a temi così centrali per la crescita civile delle nuove generazioni.
Ai docenti per la loro collaborazione: hanno saputo mediare i contenuti con sensibilità e professionalità, dimostrando quanto la scuola sia il terreno fertile dove coltivare il rispetto reciproco e il superamento degli stereotipi.
Il grazie più grande, però, va a voi ragazzi. Ci avete sorpreso con la vostra curiosità, la vostra schiettezza e la capacità di mettervi in gioco. Ascoltare le vostre riflessioni e vedere il mondo attraverso i vostri occhi ci conferma che il cambiamento verso una società più equa e inclusiva è già nelle vostre mani.”

Il percorso si è concluso con una riflessione condivisa che sintetizza lo spirito dell’intero progetto:

“Educare alla differenza significa educare alla libertà di essere se stessi, senza il peso dei pregiudizi.”

Il volume esplora le principali dimensioni progettuali e metodologiche del lavoro nei servizi educativi rivolti a bambini, adolescenti e famiglie in condizione di vulnerabilità, coniugando riferimenti teorici e scientifici ed indicazioni operative. La progettazione si configura come una competenza fondamentale dei professionisti educativi e dovrebbe costituire parte integrante del bagaglio formativo dei futuri educatori professionali. In tale prospettiva, i fili conduttori che attraversano il testo, nel raccordo tra parte argomentativa ed approfondimenti antologici, si concentrano sui significati, sui criteri di metodo, sulle tecniche e sugli strumenti dell’azione educativa, incrociando il tema della valutazione, della scrittura professionale e della collaborazione inter-professionale.

Eleonora Sanna

Psicologa Giuridica e Criminologa Clinica Esperta in Violenza di genere

Sabrina Mura

Avvocata del Foro di Sassari, si occupa di tutela dei diritti e giustizia sociale. Fondatrice e attivista dell'Associazione Àcos e consulente Centri Anti violenza

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